Il mercato si è riempito di corsi AI da due ore, spesso in video registrato, con attestato finale. Costano poco e sistemano la casella «formazione fatta». Voglio essere onesto su cosa comprano davvero, anche perché io vendo l'opposto e quindi conviene che ti dia gli argomenti per giudicare entrambi.
Cosa fa bene il corso breve
Dà un'infarinatura di vocabolario e di quadro normativo. Per figure che sfiorano appena l'AI può bastare, e l'AI Act stesso chiede proporzionalità: non tutti in azienda hanno bisogno dello stesso livello. Se il tuo magazziniere usa l'AI due volte l'anno, il modulo introduttivo è una scelta sensata, non un ripiego.
Cosa non può fare
Cambiare i comportamenti. Nessuno esce da due ore di video con l'abitudine di anonimizzare i dati prima di incollarli in un chatbot, o con il riflesso di verificare le cifre in un output. Le abitudini si formano facendo, sbagliando in un ambiente protetto, ricevendo correzione immediata. Guardare qualcuno che spiega come si va in bicicletta non ha mai insegnato a pedalare a nessuno.
La domanda giusta da farsi
Non «quale corso costa meno» ma «cosa deve saper fare il mio team dopo». Se la risposta è «dimostrare che abbiamo fatto formazione», il corso breve copre la forma, finché non succede niente. Se la risposta è «usare l'AI ogni giorno senza combinare guai e risparmiando tempo vero», serve un percorso pratico sui vostri casi reali, che finisca con regole scritte. Il mio dura 44 ore in sei moduli, in presenza, e l'ultimo modulo produce la policy aziendale firmata. Costa di più di due ore di video. Fa anche una cosa diversa.
Vuoi capire quale livello di formazione serve davvero al tuo team?