«Quanto costa aprire un e-commerce?» è la domanda sbagliata, e infatti riceve sempre risposte fuorvianti. Quella giusta: quanto costa far funzionare un e-commerce? Perché la piattaforma è la voce più visibile e spesso la meno pesante del conto. Ecco la mappa completa, da uno che negozi online ne ha lanciati in azienda prima di insegnarlo.

I costi che tutti calcolano

Piattaforma, tema, dominio, eventuali plugin. Questa parte è nota e relativamente contenuta. È anche quella su cui si concentra il 90% delle domande, ed è un errore di prospettiva: è l'attrezzatura, non la partita.

I costi che quasi nessuno mette in conto

Le fotografie e le schede prodotto: un catalogo di cinquanta articoli richiede cinquanta foto decenti e cinquanta descrizioni che vendono: falle male e il negozio è morto prima di aprire. La logistica: imballi, spedizioni, e soprattutto i resi, che nel commercio online non sono un'eccezione ma una voce strutturale del conto. La parte fiscale e legale: termini di vendita, privacy, gestione IVA. E il tempo: ordini, assistenza clienti, aggiornamento catalogo. Qualcuno lo deve fare, e quel qualcuno all'inizio sei tu.

Il costo più sottovalutato: farsi trovare

Il negozio aperto e nessuno che entra: è lo scenario standard, non l'eccezione. Il traffico si costruisce (campagne, contenuti, email) e va messo a budget dal primo giorno, non «quando avremo venduto un po'». Un e-commerce senza budget per il traffico è un cartello pubblicitario nel deserto.

Detto tutto questo: si può fare, e con criterio si fa bene anche in piccolo. Nel mio percorso e-commerce il piano dei costi lo costruiamo sul tuo progetto reale, prima di aprire: così le sorprese le vedi su un foglio di calcolo, non sul conto in banca.

Vuoi il piano dei costi sul tuo progetto, prima di aprire?

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